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LA RICETTA PIU' CLICCATA

SAVARIN E BABA' MIGNON

Un savarin che si fa ammirare e piccoli babà da assaporare Pasta babà bagnata al Rum e ricoperta con gustosa crema pasticcera
Il Savarin fa parte della pasticceria napoletana perchè è una variante del babà, il dolce che è tra i simboli della tradizione partenopea.

Il Savarin si differenzia dal babà per la sua forma circolare e il foro centrale che le pasticcerie campane come tradizione riempiono di crema pasticcera con al centro una deliziosa amarena sciroppata.
Il babà mignon invece non manca mai tra la piccola pasticceria insieme alla famosa sfogliatella liscia o riccia.
Come si fa a resistere a tanta bontà! Quando c'è qualcosa del genere in frigo è un continuo andare e venire fino alla gara per accaparrarsi l'ultimo rimasto!
Provare per credere!!!!






































CURIOSANDO..........IN SAN LEUCIO

Ferdinandopoli: l'utopia Reale di Ferdinando IV

San Leucio e la sua Seta 












San Leucio è una frazione di Caserta dal 1992 riconosciuta come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

Un tempo era chiamata Ferdinandopoli ed era una città nella città. Oggi invece San Leucio, a Caserta, è un borgo che conserva intatta la sua storia.
Grazie ai giardini curatissimi, al Palazzo Reale e al Belvedere è possibile fare un tuffo nel Settecento, rivivendone gli sfarzi e appassionandosi alle vicende che l’hanno resa famosa nel mondo.
Il re, infatti, annoiato dalla vita di corte che conduceva nella Reggia di Caserta, adorava ritirarsi su quella collina poco distante, dove allora sorgeva la chiesa di San Leucio, vescovo di Brindisi. 
Così, dopo averne fatta modificare in parte la struttura, fece costruire una riserva di caccia e diede ad alcuni coloni il compito di curarla. 
Con il passare del tempo, l’impianto urbanistico di San Leucio crebbe poi ulteriormente; al suo interno furono edificati la prima seteria e una fabbrica di tessuti. 
Sorta nel 1789 per volere del re Ferdinando IV di Borbone che ne affidò la costruzione all’architetto Collecini, San Leucio costituiva un primordiale esempio di casa per le vacanze.
L’idea originaria del sovrano era quella di rendere la zona economicamente vantaggiosa e produttiva.
















L’antica seteria, di cui oggi è possibile ammirare i resti, rappresentava il cuore di San Leucio. La materia prima, ovvero la seta da filare, era generata da bachi allevati nel casertano.
Con un complicato sistema di torni e filatoi si passava dai semplici rocchetti alla creazione delle stoffe vere e proprie: parati di raso, broccati, velluti, destinati ai palazzi dei re o alle famiglie più nobili del paese.
I nomi dei colori cercavano di distinguere le sfumature più sottili della seta: tra gli altri c’erano il verde salice, la noce peruviana, la tortorella, il fumo di Londra e il verde di Prussia. 

Ecco alcune stanze della Reggia di Caserta dove sono ancora presenti i tessuti di San Leucio.

























































Questa fibra naturale, immutabile nei millenni, accattivante come un luccichio di una gemma preziosa, conserva ancora oggi il fascino della sua origine quasi magica.
In questo consiste il segreto che ancora oggi dà vita e lustro alla Real Colonia di San Leucio.

Nel 1787 furono introdotte due gigantesche macchine idrauliche che costituivano i filatoi alimentate dalle acque del condotto Carolino. Nel 1787 veniva quindi consacrata la produzione di stoffe seriche. I classici disegni dei damaschi e spolinati erano frutto di valenti artisti che il Re stesso, a sue spese, aveva fatto aggiornare alle scuole inglesi e francesi. Ecco che i tessuti di San Leucio spiccano il volo, la preziosità del prodotto varca i confini del Regno delle due Sicilie, le piazze più importanti d’Europa vogliono la seta prodotta a San Leucio dai sudditi del Re Lazzarone

Famosi sono rimasti nel tempo gli splendidi damaschi del Setificio Luigi Di Giacomo, tali che l’amministrazione Kennedy ne chiese l’esclusiva per le tappezzerie della Casa Bianca. 

Le commesse di seta provenivano da tutta l'Europa: ancora oggi, le produzioni di San Leucio si possono ritrovare in Vaticano, al Quirinale, nello studio Ovale della Casa Bianca: le bandiere di quest'ultima e quelle di Buckingham Palace sono fatte con tale materiale.

La produzione continua, il progresso tecnologico anche qui ha avuto la sua incidenza senza mutare l'artigianalità di sempre; il Senato della Repubblica, palazzo Pitti,  per citare altri luoghi illustri  che portano la firma delle sete di San Leucio sulle loro pareti e sui loro divani.

Il 30 giugno di ogni anno gli abitanti della comunità leuciana organizzano un corteo, che ha come momento centrale l’apertura del cancello d’ingresso alla colonia.
Tra i balli, i canti ed i commenti della voce narrante si snoda un percorso lungo quasi un chilometro, che si conclude intorno alla Piazza Della Seta al Belvedere.


      

       







Le foto e le notizie storiche che ho utilizzato sono tratte :
www.facebook.com/reggiaufficiale/photos_stream
Sito www.sanleucionline.it
rete.comuni-italiani.it











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