Passioni & Curiosità : 2014

mercoledì 24 dicembre 2014

PRESEPE HANDMADE

BUON NATALE 

Il mio augurio è che la nascita del Bambino Gesù segni la rinascita nei nostri cuori di vecchi sentimenti dimenticati: amore, fiducia, rispetto, fedeltà, riconoscenza, umiltà e tanti altri che avrò dimenticato, per costruire un domani migliore per TUTTI!!!


Il presepe di casa mia realizzato da una persona speciale.

















martedì 9 dicembre 2014

BABA' SUPER

Babà-Savarin "addobbato" per le feste di Natale

Un dolce così invitante non può mancare per le feste di Natale sulle nostre tavole.



sabato 6 dicembre 2014

STELLE PER NATALE

Iniziare le feste con le stelle

Una simpatica idea natalizia, biscotti semplici da realizzare magari coinvolgendo anche  i bambini.

Belli da servire a  colazione in questo week end che ci apre le porte al Natale. Un cremoso latte caldo, uno stimolante caffè, o meglio una cioccolata calda "doc", accompagnata da questi frollini a forma di stella, spalmati magari di marmellata e tanto tanto amore, saranno un buon inizio di giornata da vivere insieme a tutta la famiglia.

venerdì 5 dicembre 2014

COTOLETTA DI SPINACI

Spinaci e ricotta

Un secondo vegetariano semplice e veloce: una cotoletta di spinaci da accompagnare con una bella insalata o dei fagiolini conditi con dell'aceto balsamico .





martedì 2 dicembre 2014

CANNOLI SICILIANI

Cannoli con ricotta e..... amicizia

Bellissimi e buonissimi i cannoli , una della specialità più conosciute della sicilia.


Una cialda croccante, di pasta fritta, che racchiude al suo interno una crema dolce di ricotta; un vero peccato di gola, un tripudio di sapori; il  difficile è, non farsi prendere dalla tentazione di assaggiarli.
Anche questo dolce, secondo la storia, viene da un convento palermitano come la   Martorana, di cui vi ho parlato in uno dei post precedenti  CURIOSANDO ........A PALERMO . 

Ringrazio la mia amica Maria che mi ha fatto conoscere e assaggiare la vera Martorana di Palermo e mi ha mandato le cialde dei cannoli;  ho solo preparato la crema, li ho riempiti e chiudendo gli occhi e assaporandoli ho fatto un salto in Sicilia.




























giovedì 27 novembre 2014

ORZO E MELANZANA

Melanzana ......per tutti i gusti!!!

Perchè non una bella zuppa con orzo e sugo, resa ancora più gustosa dall'aggiunta di pezzetti di mozzarella?

In  famiglia, comunque si cucinino le melanzane, sono sempre tutti ben felici di gustarle. Ora che cominciano le giornate fredde, in cui è così bello sedersi a tavola e trovare una bella zuppa fumante, questa è un'ottima idea, vi consiglio di provarla. Potrebbe anche essere un piatto unico, visto l'aggiunta di mozzarella e formaggio, una bella idea per un pranzo veloce. Un consiglio...... ve lo dico alla fine!!





martedì 25 novembre 2014

"FRITTATA" DI ZUCCHINE AL FORNO

Zucchine e......

Perchè friggere? Ottima anche al forno

Anche questa ricetta penso possa essere di gradimento per chi mangia vegetariano. Soprattutto è salutare perchè non fritta.

Come sempre  vi suggerisco di realizzare  la ricetta, e mi farà immenso piacere rispondere ai vostri commenti e alle vostre domande.

Per chi si cimenterà. sarei felice di ricevere anche qualche  foto che pubblicherei molto volentieri, ovviamente a nome dell'autore, ecco l'album già ricco di foto inviate da voi


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sabato 22 novembre 2014

CURIOSANDO .......IN FRANTOIO

Olio di oliva "Oro Colato"

Vecchie abitudini e dolcissimi ricordi dei miei genitori che dopo aver raccolto, per giorni, le olive, si recavano al frantoio, dove trascorrevano ore ad aspettare il turno per la macinatura; alla fine era bellissimo vederli ritornare a casa fieri e soddisfatti di aver prodotto il nostro olio extravergine di oliva



Apprezzare la bontà e la genuinità di un ottimo olio extravergine di oliva, assaggiare il suo sapore su una fetta di pane o su una zuppa calda già pronta è un'esperienza gradevolissima ma anche impegnativa.

Della bontà di un buon olio ci si rende conto subito anche quando lo usiamo per soffriggere il trito di cipolla e/o aglio, quando lo odoriamo dal contenitore appena aperto, quando (e forse qui ci vuole un occhio appena un po esperto) lo guardiamo scoprendo la sua densità e colorazione. Un buon olio, insomma, si vede e si sente....

I miei genitori per assaggiare l'olio usavano fare un piatto in particolare, la zuppa di fagioli freschi;
una volta cotti i fagioli, conditi con sale e origano, sulla zuppa veniva versato quel filo d'olio che oltre a dare un tocco in più al piatto  si faceva apprezzare per la sua fragranza.

venerdì 14 novembre 2014

SCAROLA E PATATE

Zuppa di  scarola e patate

Nelle giornate invernali quando tornavo da scuola infreddolita e magari bagnata dalla pioggia era un vero toccasana trovare questo piatto, che la mia mamma preparava per noi tutti, con le verdure che lei stessa aveva coltivato nel nostro orto.



lunedì 10 novembre 2014

COUS COUS SALSICCIA E FRIARELLI

Salsiccia friarielli e.......cous cous

Perchè no? Provare a mescolare tradizioni o ingredienti diversi e creare nuove ricette è la mia passione.

Invertendo l'ordine degli ingredienti il risultato non cambia  e sempre una ricetta apprezzatissima a casa mia, infatti non avanza un granello.


giovedì 6 novembre 2014

CURIOSANDO..........IN SAN LEUCIO

Ferdinandopoli: l'utopia Reale di Ferdinando IV

San Leucio e la sua Seta 












San Leucio è una frazione di Caserta dal 1992 riconosciuta come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.

Un tempo era chiamata Ferdinandopoli ed era una città nella città. Oggi invece San Leucio, a Caserta, è un borgo che conserva intatta la sua storia.
Grazie ai giardini curatissimi, al Palazzo Reale e al Belvedere è possibile fare un tuffo nel Settecento, rivivendone gli sfarzi e appassionandosi alle vicende che l’hanno resa famosa nel mondo.
Il re, infatti, annoiato dalla vita di corte che conduceva nella Reggia di Caserta, adorava ritirarsi su quella collina poco distante, dove allora sorgeva la chiesa di San Leucio, vescovo di Brindisi. 
Così, dopo averne fatta modificare in parte la struttura, fece costruire una riserva di caccia e diede ad alcuni coloni il compito di curarla. 
Con il passare del tempo, l’impianto urbanistico di San Leucio crebbe poi ulteriormente; al suo interno furono edificati la prima seteria e una fabbrica di tessuti. 
Sorta nel 1789 per volere del re Ferdinando IV di Borbone che ne affidò la costruzione all’architetto Collecini, San Leucio costituiva un primordiale esempio di casa per le vacanze.
L’idea originaria del sovrano era quella di rendere la zona economicamente vantaggiosa e produttiva.
















L’antica seteria, di cui oggi è possibile ammirare i resti, rappresentava il cuore di San Leucio. La materia prima, ovvero la seta da filare, era generata da bachi allevati nel casertano.
Con un complicato sistema di torni e filatoi si passava dai semplici rocchetti alla creazione delle stoffe vere e proprie: parati di raso, broccati, velluti, destinati ai palazzi dei re o alle famiglie più nobili del paese.
I nomi dei colori cercavano di distinguere le sfumature più sottili della seta: tra gli altri c’erano il verde salice, la noce peruviana, la tortorella, il fumo di Londra e il verde di Prussia. 

Ecco alcune stanze della Reggia di Caserta dove sono ancora presenti i tessuti di San Leucio.

























































Questa fibra naturale, immutabile nei millenni, accattivante come un luccichio di una gemma preziosa, conserva ancora oggi il fascino della sua origine quasi magica.
In questo consiste il segreto che ancora oggi dà vita e lustro alla Real Colonia di San Leucio.

Nel 1787 furono introdotte due gigantesche macchine idrauliche che costituivano i filatoi alimentate dalle acque del condotto Carolino. Nel 1787 veniva quindi consacrata la produzione di stoffe seriche. I classici disegni dei damaschi e spolinati erano frutto di valenti artisti che il Re stesso, a sue spese, aveva fatto aggiornare alle scuole inglesi e francesi. Ecco che i tessuti di San Leucio spiccano il volo, la preziosità del prodotto varca i confini del Regno delle due Sicilie, le piazze più importanti d’Europa vogliono la seta prodotta a San Leucio dai sudditi del Re Lazzarone

Famosi sono rimasti nel tempo gli splendidi damaschi del Setificio Luigi Di Giacomo, tali che l’amministrazione Kennedy ne chiese l’esclusiva per le tappezzerie della Casa Bianca. 

Le commesse di seta provenivano da tutta l'Europa: ancora oggi, le produzioni di San Leucio si possono ritrovare in Vaticano, al Quirinale, nello studio Ovale della Casa Bianca: le bandiere di quest'ultima e quelle di Buckingham Palace sono fatte con tale materiale.

La produzione continua, il progresso tecnologico anche qui ha avuto la sua incidenza senza mutare l'artigianalità di sempre; il Senato della Repubblica, palazzo Pitti,  per citare altri luoghi illustri  che portano la firma delle sete di San Leucio sulle loro pareti e sui loro divani.

Il 30 giugno di ogni anno gli abitanti della comunità leuciana organizzano un corteo, che ha come momento centrale l’apertura del cancello d’ingresso alla colonia.
Tra i balli, i canti ed i commenti della voce narrante si snoda un percorso lungo quasi un chilometro, che si conclude intorno alla Piazza Della Seta al Belvedere.


      

       







Le foto e le notizie storiche che ho utilizzato sono tratte :
www.facebook.com/reggiaufficiale/photos_stream
Sito www.sanleucionline.it
rete.comuni-italiani.it











martedì 4 novembre 2014

LENTICCHIE E .... PROFUMI

Zuppa di lenticchie

Con l'arrivo delle giornate autunnali questo è uno dei piatti che preferisco e che mi fa ritornare indietro agli anni in cui mamma cucinava cose semplici ma prelibate. 

Il profumo di questo semplicissimo piatto è davvero eccezionale, la mia mamma usava prepararlo soprattutto in questi primi giorni di novembre. Infatti dopo aver fatto raccogliere le olive le portava al frantoio per farle macinare, e per assaggiare il nuovo olio cucinava questa semplice zuppa  profumata con l'ORIGANO raccolto durante l'estate e con il basilico fresco gelosamente protetto dai primi freddi. 

Anche io ho l'abitudine di andare a comprare l'olio macinato in frantoio, e Curiosare come viene fuori dalle olive per "respirare" quei profumi che sono naturali e mi aiutano a tornare indietro con la memoria. Eccovi dunque questa semplice ricetta che vi invito a provare, usando però solo ingredienti di prima qualità.




venerdì 31 ottobre 2014

LA ZUCCA DI HALLOWEEN

Come preparare la zucca per halloween

Halloween: un'idea per coinvolgere grandi e piccini







Tagliare il lato di sotto per rendere stabile l'appoggio, poter scavare un pò l'interno e liberare la zucca dei semi.


Disegnare con una penna gli occhi, il naso e la bocca. Intagliare usando un coltello con la punta.





Creare l'ambientazione più adatta, con il cero esterno


Oppure con il cero interamente, e ovviamente spegnendo la luce.





Ovviamente la zucca non va buttata ma utilizzata per gustose ricette ad esempio:
ORECCHIETTE CON LA ZUCCA

giovedì 30 ottobre 2014

CURIOSANDO.... A PALERMO

PASSIONI, TRADIZIONI E MAESTRIA:

LA FRUTTA MARTORANA di Maria



La frutta di Martorana è un tipico dolce siciliano (in particolare palermitano, agrigentino e trapanese). 

E'un dolce famoso nel mondo perché la sua preparazione e confezionamento prevede, nella forma e nell'aspetto alla fine del processo di preparazione, la perfetta imitazione o riproduzione di frutti e talvolta ortaggi o pesci.
 
Internamente è simile al marzapane ma notevolmente più dolce e saporito. La base della sua ricetta è esclusivamente la farina di mandorle e lo zucchero. 

E' riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale siciliano.Veniva e viene ancora oggi tradizionalmente preparata nelle celebrazioni della Festa di Tutti i Santi e della Festa dei Morti nel centro storico di Palermo.




Infatti, le usanze tipiche del posto, prevedono la preparazione dei cosiddetti dolci dei morti, allestiti nei giorni precedenti in una meravigliosa vetrina. 

La tradizione Siciliana prevede che, durante la notte della vigilia, i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla Frutta Martorana, i Morticini ed ad altri dolci ancora.

Deve il suo nome alla Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o della Martorana, eretta nel 1143 da Giorgio d'Antiochia, ammiraglio del re Normanno Ruggero II, nei pressi del vicino monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194, da cui prese il nome, e di quello di Santa Caterina nel centro storico di Palermo.

La tradizione vuole che nel periodo normanno, le monache del convento della Martorana per arricchire l’aspetto del loro giardino, ormai spoglio dei fruttti dei loro alberi a causa della raccolta da poco fatta, avessero creato dei frutti, gli agrumi della sicilia, con mandorla e zucchero che poi avrebbero appeso nuovamente agli alberi in onore della visita di un personaggio molto importante: un altoprelato o, addirittura, un re.

Da questo avvenimento, forse, deriva anche il nome dell'impasto utilizzato, Pasta Reale, composto da zucchero, mandorle tritate.











La sua realizzazione è molto lunga e particolareggiata, un vero e proprio capolavoro di perfezione imitando quasi la natura. Al dolce vengono date numerose sembianze, tutte molto belle e caratteristiche, che riproducono l’immagine dicevamo di diversi frutti come: il fico d’india, il mandarino, la pesca, la pera, la prugna, la banana, la nespola, l’anguria, la fragola, la castagna, il fico. Si realizzano anche dolci che riproducono altre portate, come: le pannocchie di granturco, il gambero, la cozza, il polipo, comunque sempre una gioia per gli occhi e goduria per il palato.





Una tradizione che rimane ancora ben radicata e che porta attraverso la Passione, che anima ancora alcune persone come la mia cara amica palermitana Maria autrice delle bellezze che vedete in foto, a creare tante piccole opere di alta pasticceria per la gioia di grandi e piccini.
Palermo .....  anche questa terra come Caserta non è solo brutte notizie di cronaca ma una città anch'essa ricca di tanta bellezza, tante Passioni & Curiosità da scoprire.






martedì 28 ottobre 2014

CURIOSANDO..... IN CASERTA

Caserta: la Reggia Vanvitelliana

Il titolo che ho scelto per il blog "Passioni & Curiosità" è dettato proprio da quella voglia di raccontare e mostrare ciò che più mi incuriosisce o mi appassiona, quindi finalmente aggiungo questa rubrica "Curiosando....", nata dall'interesse di scoprire, apprendere e raccontare ciò che mi colpisce andando in giro, documentandolo poi con immagini e mie impressioni.



La mia città è la prima cosa che voglio mostrarvi, per far vedere e capire a chi non ci è mai stato che non è solo terra martoriata da tanta negatività che si vede nei servizi televisivi, ma è soprattutto una terra ricca di bellezze naturali e opere d'arte che spesso non vengono mostrate o sono ignorate.

Parlando di Caserta il primo pensiero o il primo ricordo è per il Palazzo Reale Vanvitelliano col suo Parco, il suo Giardino Inglese, le Fontane e le statue, gli Appartamenti con le sontuose Sale  e  i preziosissimi arredamenti. 


Monumento che è simbolo di Caserta nel mondo, soprattutto dopo aver ospitato  i più grandi Capi di Stato essendo stata la sede il G7 nel 1994.






















La Reggia di Caserta ha una pianta rettangolare articolata su corpi di fabbrica affacciati su quattro grandi cortili interni e si estende su una superficie di circa 47.000 metri quadrati per un’altezza di 5 piani pari a 36 metri lineari. 

Un imponente portico (cannocchiale ottico) costituisce l'ideale collegamento con il parco e la cascata, posta scenograficamente al culmine della fuga prospettica così creata.

Vista dal palazzo verso la cascata

Vista dalla cascata verso il palazzo

Fontana di Diana e Atteone alla base della cascata

Lo scalone d’onore, invenzione dell’arte scenografica settecentesca, collega il vestibolo inferiore e quello superiore, dal quale si accede agli appartamenti reali.


























Sul vestibolo superiore, di fronte al vano dello scalone d'onore, si apre la Cappella Palatina.





Il teatro di Corte, ubicato nel lato occidentale della Reggia, è un mirabile esempio di architettura teatrale settecentesca.




















































Al centro del “boschetto antico” si riconosce la preesistente costruzione a pianta ottagonale, detta la “Torretta del Pernestà”

In quest’area, sulla sinistra del palazzo, di seguito al bosco vecchio viene inserita la  Peschiera grande (lunga 270 m., larga 105 m. e profonda 3,50 m), un bacino artificiale con un isolotto al centro e fontane. 

Per soddisfare i desideri del giovane Ferdinando, l'architetto Vanvitelli realizza il casino come una piccola fortezza circondata da un fossato in modo da simulare una piazza fortificata, per far istruire il giovane re nelle arti militari. Qui si svolgevano finte battaglie terrestri e marittime.
























































Vanvitelli realizzò una straordinaria struttura “Acquedotto Carolino” inserita nella lista del patrimonio Unesco, per portare l'acqua alla Reggia. 

Il condotto, largo metri 1.20 , alto 1.30 e lungo 38 chilometri, è quasi interamente interrato, tranne le parti che passano sui ponti, ed è segnalato da 67 torrini lungo il percorso.

Ponti della Valle di Maddaloni






















Le foto che ho utilizzato sono tratte dall'album della pagina facebook ufficiale:  www.facebook.com/reggiaufficiale/photos_stream 

Mentre per notizie storiche più approfondite e gli orari dell'apertura o altro c'è il sito web ufficiale:


Caserta non è solo la "Reggia"




Caserta con la sua provincia è incantevole per ciò che la natura offre come il Litorale Domizio, i Monti e il lago del Matese ma anche per ciò che ci hanno lasciato gli avi: archeologia dell'antica Capua e degli scavi dei primitivi centri abitati fin dall'epoca preromana; 

Il Borgo Medioevale di Casertavecchia; gioielli del '700 e '800 come San Leucio la "Real Colonia" destinata alla produzione della seta; ancora Castelli, Palazzi, Ville, Duomi, Abbazie e Chiese con opere bellissime e preziose, ma anche antichissime tradizioni, prodotti artigianali e una gastronomia dai mille gusti e sapori.


Una tradizione gastronomica che si tramanda da generazioni è la pasta fatta in casa come i famosi gnocchi di farina la cui ricetta è giunta a me da almeno tre generazioni.
























Qui la ricetta per cucinarli  GNOCCHI AL FORNO








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