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LA RICETTA PIU' CLICCATA

SAVARIN E BABA' MIGNON

Un savarin che si fa ammirare e piccoli babà da assaporare Pasta babà bagnata al Rum e ricoperta con gustosa crema pasticcera
Il Savarin fa parte della pasticceria napoletana perchè è una variante del babà, il dolce che è tra i simboli della tradizione partenopea.

Il Savarin si differenzia dal babà per la sua forma circolare e il foro centrale che le pasticcerie campane come tradizione riempiono di crema pasticcera con al centro una deliziosa amarena sciroppata.
Il babà mignon invece non manca mai tra la piccola pasticceria insieme alla famosa sfogliatella liscia o riccia.
Come si fa a resistere a tanta bontà! Quando c'è qualcosa del genere in frigo è un continuo andare e venire fino alla gara per accaparrarsi l'ultimo rimasto!
Provare per credere!!!!






































CURIOSANDO ....... IN GIRO PER IL MONDO

Un sogno che si avvera



Cari amici ed amiche che da tempo seguite il mio Blog Passioni & Curiosità,


voglio innanzitutto scusarmi per la prolungata assenza, mi è costato parecchio, dopo ormai diversi anni di pubblicazioni abbastanza frequenti, lasciare tutto per un così lungo periodo.

Posso assicurarvi che non si è affievolita in me la voglia di preparare e condividere con voi tutti, le mie ricette, o le mie avventure con Curiosando....

Grazie all'avverarsi di un sogno, in pochi mesi, mi ritrovo catapultata dall'altra parte del mondo, rivoluzionando totalmente la mia vita.

Tutta la mia famiglia (siamo quattro persone unite e affiatate) ha deciso di intraprendere questo progetto che costa sacrifici e rinunce, ma tutti ne siamo consapevoli e ben disposti.

La vita è una e bisogna viverla fino in fondo, senza rinunce se si vuole realizzare il sogno.

Comunque non voglio annoiarvi con la mia storia personale, ma solo sfruttare la mia avventura per mostrarvi dei luoghi che, non tutti avete avuto modo di conoscere, e raccontarvi tradizioni e curiosità che via via sto scoprendo.


Ecco, vi racconto un po' le tappe che mi hanno portata dove sono.

Nei primi giorni di novembre parto dalla mia adorata Casagiove e atterro come primo scalo a Roma. Confesso che non ho intrapreso tanti viaggi così lunghi prima di adesso, per questo sono molto incuriosita da tutto ciò che incontro. Continuamente osservo, e vado alla ricerca di particolari per me interessanti.






Passeggio nella zona degli scali internazionali, ne ammiro l’innovativa e grandiosa struttura. Nonostante la maestosità ho trovato molto semplice e intuitiva tutta la dislocazione dei vari servizi. Anche chi non ha mai viaggiato può facilmente orientarsi.

Poi dò un’occhiata alle vetrine dei negozi, e faccio un giro tra i diversi bar e ristoranti.



All’improvviso, un pianoforte suona un classico che mi fa sentire a casa, come quando nell’altra stanza c’è mia figlia che suona il pianoforte e io estasiata ascolto.

Intuisco che non è una musica trasmessa, ma è suonata dal vivo, salgo al piano superiore, completamente rapita e felice di capire da dove arriva.

Mi ritrovo davanti a uno dei bar, in uno spazio circondato da tavolini dove c’è un bellissimo pianoforte a coda e un giovane che lo suona divinamente.


Proseguo il mio viaggio appena iniziato, cerco il mio gate e mi imbarco a Roma per affrontare un volo di tredici ore, durante il quale tra un sonnellino e l’altro ho avuto modo di riflettere su tante cose, ho mangiato spesso, e ho cercato di vedere qualche film; questa è la cosa che mi è riuscita di meno, mi concilia troppo il sonno.



Atterro a Los Angeles, il mio secondo scalo prima di arrivare alla destinazione finale.

Passo per il controllo passaporti e bagagli e proseguo alla ricerca del Terminal dove è dislocato il gate per la mia successiva partenza.

Scopro che per arrivare al gate devo prendere una navetta, ma ho ancora molto tempo a disposizione, quindi mi rilasso un po' prima di ricominciare a curiosare in giro.



Negozi e ristoranti, anche qui per tutti i gusti.

Un languorino comincio a sentirlo così mentre ammiro delle vetrine con profumi e accessori bellissimi vedo riflessa un’insegna che mi riporta a casa, come la musica all’aeroporto di Roma.
Mi giro, e vedo che l’intuizione era giusta, un angolino d’Italia l’ho trovato anche qui, all’aeroporto di Los Angeles.




Ho mangiato la ciabatta con il pollo e devo dire che era davvero buona, calda e croccante.

Anche se non ho trovato, come mi sarei aspettata, la signora italiana che me la preparava. Beh! Dopo tutto sono in America, non posso trovare italiani in ogni angolo.




Dopo un’ultima occhiata in giro, e lo stomaco soddisfatto della squisita ciabatta, mi incammino per prendere la navetta.

Una simpatica autista mi ha accolto sul piccolo bus, che un secondo prima era deserto e venti secondi dopo si è riempito.

Ultimo imbarco per la destinazione finale.

Al decollo ho provato un’emozione che voglio raccontarvi. Appena l’aereo si è alzato e ha cominciato a virare per lasciare Los Angeles, essendo buio si vedono solo le luci della città.

Queste luci essendo tante e vicine, le ho percepite come tante gemme e pietre preziose che luccicano. Non so se riesco a trasmettere attraverso queste poche righe la mia emozione, ma vederlo dal vivo è stato bellissimo.

Dopo un paio di ore di volo e un altro bel pisolino, sono atterrata a Boise. La mia destinazione finale, la capitale dell’ Idaho.

Mi dispiace di non aver fatto foto, ma dopo circa ventiquattro ore di viaggio e l’attesa di incontrare mio marito, non ci ho pensato.

Ora vi lascio con la curiosità di scoprire come sta proseguendo questa mia avventura, promettendo di pubblicare a breve delle belle foto del posto in cui vivo e delle belle cose che preparo, si è proprio vero sto preparando dei dolci buonissimi mai assaggiati prima e………..

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