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LA RICETTA PIU' CLICCATA

SAVARIN E BABA' MIGNON

Un savarin che si fa ammirare e piccoli babà da assaporare Pasta babà bagnata al Rum e ricoperta con gustosa crema pasticcera
Il Savarin fa parte della pasticceria napoletana perchè è una variante del babà, il dolce che è tra i simboli della tradizione partenopea.

Il Savarin si differenzia dal babà per la sua forma circolare e il foro centrale che le pasticcerie campane come tradizione riempiono di crema pasticcera con al centro una deliziosa amarena sciroppata.
Il babà mignon invece non manca mai tra la piccola pasticceria insieme alla famosa sfogliatella liscia o riccia.
Come si fa a resistere a tanta bontà! Quando c'è qualcosa del genere in frigo è un continuo andare e venire fino alla gara per accaparrarsi l'ultimo rimasto!
Provare per credere!!!!






































TARALLI SUGNA PEPE

Detti anche " tarallucc nzogna e pep"

I tarallucci che faceva la mia mamma, friabili profumati e caldi appena sfornati. Altra ricetta che mi riporta indietro nel tempo.


Ora lei non c'è più il forno a legna non lo uso mai e i tarallucci sono meno saporiti, perchè non è più lei a farli.

A Napoli ma un pò in tutta la Campania  i tarallucci sugna pepe e mandorle sono molto diffusi. 

La ricetta tradizionale prevede l'uso della sugna un prodotto artigianale che si ricava dal grasso surrenale, quindi difficile da trovare se non a Napoli, in alternativa si può usare lo strutto, che è un grasso che si ricava da qualsiasi parte del maiale, facilmente reperibile in macellerie e nei supermercati. Nell'impasto sono sempre presenti le mandorle.


La differenza con quelli che faceva la mia mamma sta proprio nelle mandorle, lei non le metteva, ma aggiungeva i semi di  finocchietto che davano un tocco particolare.






Sono perfetti da sgranocchiare quando si ha il languorino ma anche ottimi in un aperitivo , in un antipasto o volendo per accompagnare pietanze ad esempio sostituire  i crostini accompagnando affettati come prosciutto crudo, mortadella o quello che più ci piace.




Si conservano bene se tenuti chiusi, sono sempre friabili, ma non oltre due settimane.


Spero che vi coinvolgerò nella realizzazione, e come sempre mi farà piacere rispondere ai vostri commenti e alle vostre domande.

Per che si cimenterà. sarei felice di ricevere anche qualche  foto che pubblicherei molto volentieri, ovviamente a nome dell'autore.

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Ingredienti per 45 taralli medi:

500 g di farina 00

180 g di acqua

200 g di strutto

8 g di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di miele

15 g di sale

3-4 cucchiaini di pepe macinato fresco 



Iniziare a preparare il lievitino 

Mettere in una ciotola 80 g di acqua tiepida, sciogliere in essa il lievito di birra.

Unire all'acqua  100 g di farina 00 e impastare bene, poi tenere a riposo per 40 - 50 minuti.



Completare l'impasto dei taralli

In una scodella mettere i restanti 400 g di farina aggiungere lo zucchero, il sale, il miele i rimanenti 100 g di acqua e iniziare a mescolare. 

Aggiungere il lievitino, amalgamare e poi aggiungere lo strutto, infine aggiungere il pepe.

Impastare bene ed ottenere un impasto liscio e omogeneo.

Trasferire l'impasto su un piano da lavoro e ricavarne tanti bastoncini dai tagliare in tanti pezzi di circa 12-13 cm per poi arrotolarli e chiuderli, per formare i taralli.

Posizionare i taralli in due teglie rivestite da carta forno e lasciare lievitare.

































Dopo circa un paio d'ore, comunque una volta lievitati, infornare i taralli a 180° C per 30-35 minuti.



Buon Assaggio !!!

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